BOLLETTINO 11 APRILE 2021 SECONDA DOMENICA DI PASQUA DELLA DIVINA MISERICORDIA

SECONDA DOMENICA Di PASQUA DELLA DIVINA MISERICORDIA

11 APRILE 2021                 

 

 

10:00    S. Messa  con intenzioni comunitarie  

Pasquale Patuto   / la moglie Maria

Michelina FRANCESCHINI-DI SANO  /  il marito Quirino

Cognati di Amelia e Michele  PACIFICO

Suora Giuliana ACETO  / Amelia e Michele Pacifico

 

 Lunedì  12 aprile:     NESSUNA MESSA

Martedì 13 aprile:    S. Martino 1, papa e m.   

8:30    S. Messa,  Antonietta e Armando FARINA / Joe Farina e famiglia

Mercoledì 14 aprile:  

8:30    S. Messa con intenzione  comunitarie

 Suora Giuliana ACETO / Maria Patuto

 Domenico e Elivra GRASSO / la nuore Tonia Paolozza

 Walter PERUGINI / la moglie Graziella

 Fabio BIANCONI / la moglie Maria

  In onore di Maria Ss. Incoronata / Incoronata Paolozza

Giovedì  15 aprile:  

8:30     S. Messa,  Antonietta e Armando FARINA / Joe Farina e famiglia

Venerdì 16 aprile:               

8:30    Adorazione Eucharistica

9:00   S. Messa,  Cesare COZZI / la successione

Sabato 17 aprile:            

8:30    S. Messa, Antonietta e Armando FARINA / Joe Farina e famiglia

 

DOMENICA 18 APRILE 2021

10:00    S. Messa con intenzioni comunitarie  

Antonio NOCE / la moglie Olga e figli

Giuseppe  FRANCESCHINI / la figlia Lina

Suora Giuliana ACETO / Amelia e Michele Pacifico

Antonietta e Armando FARINA / Joe Farina e famiglia

 

 SI PREGA DI NOTARE che a partire dal 6 aprile, le messe nei giorni feriali saranno celebrate alle ore 8:30am.                                      Grazie

PLEASE NOTE that as of April 6th, weekday masses will be celebrated at 8:30am.      Thank you

Colletta domenicale:           

4 Aprile 2021:  $ 1129.55     Entrate nella gioia e nella gloria e rendete grazie a Dio, che vi ha chiamato al regno dei cieli. Alleluia.    (Cf. 4 Esd 2, 36-37 Volg.)                  Grazie/Thank you

Vita Pastorale    

Nota  :         Il governo del Québec, d’intesa con la Direzione della sanità pubblica, ha appena annunciato la possibile per 250 partecipanti, oltre a relatori liturgici e tecnici.

11 Aprile:    2.da domenica di Pasqua  o Domenica della  Divina Misericordia

 

Commento sul  Gv 20,19-31

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia

I profeti chiamarono il Messia “principe della pace” (Is 9,5); affermarono che una pace senza fine avrebbe caratterizzato il suo regno (Is 9,6; 11,6). In occasione della nascita di Cristo, gli angeli del cielo proclamarono la pace sulla terra agli uomini di buona volontà (Lc 2,14). Gesù stesso dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” (Gv 14,27).
Sul monte degli Ulivi, contemplando la maestà di Gerusalemme, Gesù, con le lacrime agli occhi e con il cuore gonfio, rimproverò il suo popolo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace!” (Lc 19,42). La pace è il dono apportato dal Redentore. Egli ci ha procurato questo dono per mezzo della sua sofferenza e del suo sacrificio, della sua morte e della sua risurrezione. San Paolo afferma: “Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia” (Ef 2,13-14). Quando, risuscitato dai morti, si mostrò agli apostoli, Gesù offrì loro innanzi tutto la pace, prezioso dono del riscatto. Quando si mostrò a loro, disse ai suoi discepoli: “Pace a voi!”. Vedendoli spaventati e sperduti, li rassicurò dicendo loro che era proprio lui, risuscitato dai morti, e ripeté loro: “Pace a voi!”. Gesù ha voluto fare questo dono prezioso del riscatto – la pace – e l’ha fatto, non solo agli apostoli, ma anche a tutti quelli che credevano e avrebbero creduto in lui. È per questo che mandò gli apostoli a proclamare il Vangelo della redenzione in tutti i paesi del mondo, dando loro il potere di portare la pace dell’anima per mezzo dei sacramenti del battesimo e del pentimento, per mezzo dell’assoluzione dai peccati. Inoltre, in quell’occasione, Cristo soffiò sugli apostoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete, i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,21-23).
Beati coloro che credono in Dio senza averlo mai visto con i loro occhi, percepito con i loro sensi, compreso completamente con la loro intelligenza. La fede è una grazia; essa supera la conoscenza. La fede è un abbandonarsi con fiducia, non è un dato scientificamente dimostrato. Noi crediamo perché Dio si è rivelato e questa rivelazione è confermata dalla testimonianza di coloro che poterono essere presenti per decisione di Cristo e per ispirazione dello Spirito Santo, e cioè gli scrittori sacri, autori dei libri ispirati, e la Chiesa, alla cui testa si trova, in maniera invisibile, il Redentore stesso. Da ciò possiamo capire che la fede è meritoria e dunque benedetta. Infatti, accettare un sapere scientifico certo non costituisce in nessun modo un merito, mentre credere in qualcosa che non possiamo capire rappresenta un sacrificio e, perciò, un merito.
La benedizione della fede consiste nel fatto che essa ci unisce a Dio, ci indica la vera via di salvezza e ci libera così dall’angoscia del dubbio. La fede rende salda la speranza e, grazie ad essa, ci preserva dalla sfiducia, dalla tristezza, dallo smarrimento. La fede ci avvicina al soprannaturale e ci assicura così l’aiuto divino nei momenti più difficili. La fede ci innalza dalla vita materiale all’esistenza spirituale e ci riempie così di una gioia celeste.
Sulla terra, l’uomo è angosciato dal dubbio, dall’incertezza, dalla disperazione. Ma la fede lo libera da tutto questo. La fede lo rende pacifico e felice. Che cosa dobbiamo temere se Dio è con noi? La fede ci unisce a Dio e stabilisce uno stretto legame con lui. L’armonia con Dio sbocca, a sua volta, in un accordo con il proprio io, accordo che assicura una vera e propria pace interiore. Per giungere ad essa abbiamo bisogno, oltre che della fede, del pentimento che ci libera dai peccati riscattandoci. Perché è la colpa, il senso di colpa che suscita in noi l’inquietudine, e provoca tormenti spirituali, e ci procura rimorsi: tutto ciò è dovuto ad una coscienza appesantita dai peccati. La colpa non ci lascia in pace. Dice bene il profeta: “Non c’è pace per i malvagi” (Is 48,22). Mentre il salmo ci rassicura: “Grande pace per chi ama la tua legge”  (Sal 119,165). 

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