Esorcismo: prospettiva legale.

Rev. Dr. Donbosco Mawdsley, SMA

 

INTRODUZIONE.

Quando qualcuno parla di esorcismo potrebbe esserci uno sguardo strano dalla gente intorno. Alcuni potrebbero dire che è vecchio stile, altri potrebbero dire che è fuori stagione o potrebbero anche dire che è strano. Ma non si può negare o nascondere la realtà della presenza del male e delle sue conseguenze fin dal tempo della creazione. Qualsiasi realtà che abbia un’influenza sull’azione umana ha effetti legali, così  anche l’esorcismo ha influenza sull’atto umano. Altri articoli in questo bollettino potrebbero aver definito e spiegato cos’è l’esorcismo dal punto di vista scritturale, sociale e psicologico. Vediamo ora quali sono le implicazioni legali dell’esorcismo.

DOCUMENTI GIURIDICI DELLA CHIESA.

Ci sono molti documenti legali nella Chiesa riguardanti l’esorcismo, specialmente nelle leggi liturgiche. Nella liturgia l’esorcismo faceva parte del rito battesimale. In fasi successive, il cosiddetto “Esorcismo maggiore”, cioè la cacciata del diavolo dai posseduti, non faceva parte del rito battesimale che aveva il suo proprio rito, come da Rituale romano del 1614, 1925, 1952 e 1998.

Il primo documento canonico è stato il primo Codice di Diritto Canonico del 1917. Questo contiene i seguenti canoni che spiegano le procedure canoniche di un esorcismo.

 1151-1153. Nessuno, anche se investito del potere di esorcizzare, potrà fare un esorcismo senza espressa licenza dell’Ordinario. La licenza sarà data a sacerdote pio, prudente, buono che non proceda all’esorcismo se non dopo fatte prudenti indagini e sia convinto che l’esorcizzando sia veramente posseduto dal demonio. Gli esorcismi si possono fare a favore di tutti. I ministri dell’esorcismo per il Battesimo, le consacrazioni o benedizioni, sono anche i ministri legittimi di questi medesimi sacri riti. (1917 Code Canons 1151-1153).

In seguito alla revisione del Codice del 1917, anche il Codice del 1983 ha avuto un canone specifico sull’esorcismo:

Can. 1172 – §1. Nessuno può fare legittimamente esorcismi sui posseduti, se non abbia ottenuto una speciale ed espressa licenza dall’Ordinario locale.

  • 2. L’Ordinario del luogo conceda tale licenza solo al sacerdote che sia ornato di pietà, di scienza, di prudenza e d’integrità di vita. (Codice 1983 Can. 1172).

Seguendo questi Codici di Diritto Canonico e l’insegnamento del Concilio Vaticano II, il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce e spiega cos’è l’esorcismo e chi è il sacerdote esorcista al numero 1673.

1673

“Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare [Cf Mc 1,25 ss; Mc 3,15; Mc 6,7; Mc 6,13; 1673 Mc 16,17 ]. In una forma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. E’ importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del Maligno e non di una malattia [Cf Codice di Diritto Canonico, 1172]”. (CCC 1673).

I Documenti sulle Leggi Liturgiche specifiche per la celebrazione dell’Esorcismo risalgono al VI secolo d.C. Alcune parti del Rituale Romano del 1614 sono identificabili con il testo della fine del III e dell’inizio del IV secolo.[1] Il Rito contiene anche ventuno istruzioni per l’Esorcista.[2] Particolare attenzione è riservata al cosiddetto Esorcismo di Papa Leone XIII.[3] “Statuta Ecclesiae Latinae, una raccolta della legislazione della Chiesa che è stata emanata intorno all’anno 500, contiene una delle prime formule per l’esorcismo”.[4] In seguito a ciò esisteva un’ampia diffusione di altre formule che, nel 1614, furono riunite in un’unica raccolta, il Rituale Romanun De exorcizandis obsessis daemonio.[5] Questo rito romano ha subito diverse modifiche negli anni 1925 e 1952. In seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, il rito romano è stato rivisto e pubblicato nel 1998 come Rituale Romanun De exorcismis et supplicationibus quibusdam, che è stato ufficialmente promulgato nel 2004.

IL MINISTERO DELL’ESORCISMO.

Nel Codice del 1983 il ministero dell’esorcismo è trattato nel libro IV con il titolo sacramentale, quindi un segno sacro attraverso il quale la Chiesa adempie il suo ufficio santificante (Can 843 § 1) ed esercita la funzione sacerdotale di Cristo (Can 834 § 1). Non bisogna dimenticare che essendo un atto liturgico, anche il ministero dell’esorcismo è disciplinato dalle leggi liturgiche (Can 2). La prima menzione dell’ufficio di esorcista è forse in una lettera scritta da papa Cornelio (251-252) al vescovo Fabio di Antiochia affermando che nella Chiesa di Roma c’erano “cinquantadue esorcisti, lettori e portatori”.[6] Il rito romano del 1614 afferma chiaramente che il sacerdote è il legittimo ministro della Chiesa ed è il sacerdote che è un esorcista.[7] Il Codice di Diritto Canonico e il Catechismo della Chiesa Cattolica affermano chiaramente che solo un sacerdote può essere esorcista.

PERMESSO SPECIALE ED ESPRESSO.

Per una lecita celebrazione del sacramentale dell’esorcismo oltre alla sacra ordinazione sacerdotale occorre un permesso speciale ed esplicito. Il rito del 1614 afferma chiaramente che il ministero dell’esorcismo è riservato esclusivamente alla sacra ordinazione sacerdotale e solo un sacerdote che ha il permesso speciale ed esplicito è il legittimo ministro dell’esorcismo. Chi celebra questo sacramentale, anche un sacerdote validamente ordinato, senza l’espresso permesso lo celebra illegittimamente e questo ha le sue conseguenze. Ricordiamo l’evento negli Atti degli Apostoli in cui il demone dice “Gesù lo so, Paolo lo so e chi sei tu” (Atti 19:15).

CHI PUƠ RILASCIARE IL PERMESSO?

Secondo il diritto canonico, solo l’Ordinario del luogo (can 134) può concedere questo permesso speciale ed esplicito.  L’autorizzazione è speciale e non generale e deve essere espressa chiaramente nel senso che è concessa solo in certi casi o a persona particolare. Poiché richiede un permesso espresso, è meglio che sia dato in forma scritta piuttosto che orale (Can 59).[8] L’autorizzazione può essere anche concessa in modo stabile come ufficio (can 154).[9] La sede stabile viene istituita solo su richiesta della Conferenza Episcopale e con l’approvazione della Santa Sede.[10] Solo l’Ordinario del luogo può concedere questo permesso quindi è anche territoriale cioè se l’Ordinario del luogo concede alla Diocesi ‘A’ il permesso, questo non può essere applicato alla Diocesi ‘B’.  Con questa sua autorità l’Ordinario del luogo mostra il suo dovere di vigilanza sul suo gregge, su Diocesi e amministrazione dei Sacramenti ed altri atti liturgici della Chiesa affidati a lui. Il sacerdote, che sia membro di un Istituto Religioso o di una Società di Vita Apostolica, anche se un membro del proprio istituto fosse da esorcizzare, è tenuto ad ottenere il permesso dall’Ordinario del luogo.[11] Il vicario generale o il vicario episcopale può concedere questa autorizzazione solo con un mandato speciale e quando il vescovo non può essere raggiunto.[12]

MANCANZA DEL PERMESSO E SUO EFFETTO GIURIDICO.

La celebrazione del sacramentale dell’Esorcismo senza legittima autorizzazione crea una funzione sacerdotale illegittima e ai sensi del Cannone 1384 può essere punita con una giusta pena.

Un esorcista, anche avendo già il permesso legittimo, non può più celebrare questo sacramentale legittimamente se è scomunicato (Can 1331 2°). “Uso sempre questa frase: il principe della disobbedienza è il diavolo e tu lo sconfiggi essendo obbediente.”[13] Queste parole di p. Gaincarlo Gramolazzo collegano chiaramente il permesso dato dal Vescovo, e ricevuto dal Sacerdote, all’atto e alla promessa di Obbedienza del Sacerdozio.

Questo permesso è anche legato alla fedeltà della celebrazione liturgica, cioè utilizzando il rito e le parole come approvato dalle autorità competenti della Chiesa (Can 837, 838, 846).

QUALITÀ E DOVERE DI UN SACERDOTE ESORCISTA.

I documenti legali della Chiesa affermano chiaramente che il permesso può essere dato solo a un sacerdote. Quindi è chiaro che la prima qualità di un esorcista è il sacerdozio. Ci sono altre qualità nominate dai codici e dai rituali: pietà, conoscenza, prudenza e integrità di vita.[14] Queste qualità che sono richieste dalla legge esplicitano anche la responsabilità dell’Ordinario del luogo, che concede il permesso, di vigilare e di essere sicuro che le qualità richieste dalla legge siano presenti nel Sacerdote a cui è concesso questo permesso. Questi requisiti non sono solo qualità ma allo stesso tempo doveri di un prete esorcista.

 “La forza della preghiera non è nella formula ma nella fede”[15] queste parole di p. Gramolazzo descrive chiaramente che un prete esorcista deve essere un uomo di preghiera. P. Amorth dice: “La fede vale più di ogni altra cosa”.[16] Molti esorcisti hanno una devozione speciale per Maria che combatte per loro in prima linea.

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica 1673 e il Can 1172 e il Rituale Romano un esorcista non dovrebbe fare l’esorcismo prima di essere certo e accertato che la persona su cui viene eseguito l’esorcismo sia realmente posseduta e non affetta da qualche malattia soprattutto mentale.

L’integrità di vita è spiegata in modo semplice da san Giovanni Paolo II “Il Principio Interno, la forza che anima e guida la vita spirituale del Sacerdote in quanto configurato a Cristo Capo e Pastore, è la Carità pastorale, come partecipazione alla carità pastorale propria di Gesù Cristo, dono liberamente elargito dallo Spirito Santo e, allo stesso modo, compito e chiamata che esigono una risposta libera e impegnata da parte del sacerdote ”(PDV 23).

REQUISITI LEGALI E CIVILI.

Un esorcista deve assicurarsi di ottenere un consenso scritto della persona su cui viene eseguito l’esorcismo.[17] Se la persona è di sesso opposto si consiglia vivamente di avere un’altra persona (donna) presente durante la cerimonia.[18] In India, in alcuni stati, esiste una legge anti superstizione che proibisce ogni tortura umana in nome di rituali e manifestazioni di miracoli.[19] L’alta corte del Texas ha stabilito che l’esorcismo sia protetto dalla legge.[20]

CONCLUSIONE.

“Chi mi ama obbedirà al mio insegnamento” (Gv 14:23) queste parole che Gesù ci insegnano che l’obbedienza è strettamente legata all’amore. Chiunque ami il Signore, la Sua chiesa, i Suoi fratelli e sorelle deve obbedire. La disobbedienza è stata il primo peccato. L’esorcismo richiede una grande misura di amore e obbedienza.[21] “Perché proprio come per la disobbedienza di un solo uomo molte persone furono rese peccatrici, così anche per l’obbedienza di un solo uomo molte persone saranno rese giuste”. (Rm 5:19). Obbedendo, vinciamo il Male. “Un esorcista italiano ha raccontato di un episodio che ha coinvolto membri di un gruppo di preghiera carismatico cattolico che pensavano di avere un ‘dono’ speciale per scacciare gli spiriti maligni. Durante l’esorcismo, i Carismatici imponevano le mani e parlavano al demone, ordinandogli di obbedire. Senza preavviso, il demone si è rivoltato contro di loro dicendo: “Chi sei?” Poi ha lanciato loro una libreria, mandandoli tutti al pronto soccorso con ferite “.[22]

[1] Malachi Martin, Hostage to the Devil, Harper New York, 1992, P459.

[2] Julian Porteous. Complied, Manual of Minor Exorcism, Catholic Truth Society 2010, P29; M. Martin Pp460-462.

[3] Davide Salvatori, Indemoniati ed esorcismi: alcuni chiarimenti dal punto di vista terminologico, in Quaderni di Diritto Ecclesiale, Anno XXVII- Gennaio 2014, p 11.

[4] Matt Baglio, The Rite: The making of a modern Exorcist, Image books newyork, 2009, P72.

[5] Cf. Davide Salvatori, Indemoniati ed esorcismi, p 11; Matt Baglio, p 74.

[6] H. Denzinger, 109 ; Cf.Matt Baglio, The Rite …, p 73.

[7] Cf.Fabio Franchetto, Il ministro dell’esorcismo, in Quaderni di Diritto Ecclesiale, Anno XXVII- Gennaio 2014, p 28.  

[8] Cf. Fabio Franchetto, Il ministro dell’esorcismo, 36.

[9] Cf. Ibid, 37.

[10] CDF, letter, Septebmer 29, 1985; CLD 11, 276-277.

[11] Cf. Fabio Franchetto, 40.

[12] John M. Huels, Other Acts of Divine Worship, in New Commentary on the Code of Canon Law, edited by John P. Beal & Co, Study edition, TPI, Bangalore 2007, p. 1405.

[13] Matt Baglio, P73.

[14] For an Extended and deep study Cf, Fabio Franchetto, Il ministro dell’esorcismo, 43-54.

[15] Matt Baglio, P 76.

[16] Matt Baglio, P 80.

[17] Cf. Patrizia Cattaneo, Come Difendersi dal Diavolo: Colloqui con Padre Cipriano De Meo, San Paolo, Tirano, 2012, 108.

[18] 1614 roman ritual of exorcism, instruction n19.

[19] The Times of India December 23 2016,Timesofindia.indiatimes.com/city/bengaluru/Govt-shelfes-anti-superstion-bill-indefinetly/articleshow/56128143.cms(accessed 26.08.2017).

[20] Houston Chronicle, Saturday June 28th2008,www. chron.com/news/Houston-Texas/article/Texas-high-court-rules exorcism-protected-by-law-1586132.php(accessed 26.08.2017).

[21] Cf. Patrizia Cattaneo, 109.

[22] Matt Baglio, P.79,80

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